Un aborto è una ferita che resta

16/10/2008

Ciao... 
Un aborto è una ferita che resta, se  è fatto per scelta ci si sente in colpa...se si è subìto ci si sente ugualmente in colpa  per non  avere avuto abbastanza coraggio da ribellarsi...leggere storie di altre, mi ha fatto tornare alla mente il mio aborto, sono passati tanti anni.. era il 1992, il 26 di ottobre avrei cominciato  a preoccuparmi del ritardo...poi il test... subito la felicità, io quel bimbo lo volevo....poi mi è caduto il mondo addosso, il marito non lo voleva, diceva che ne avevamo già due ed erano abbastanza....poi doveva fare il suo stramaledettisimo lago e quindi io dovevo essere in grado di lavorare e non essere incinta...le parole di mia suocera..." tanto è solo un moscerino, non è niente...farlo sparire adesso…"   io quel giorno sono morta un po’.....ed è cominciato a  morire l'affetto che, nonostante tutto, avevo per lui.....le visite da sola...parlare col medico sempre da sola...la cosa che mi ha fatto più male è l'ecografia che mi hanno fatto per stabilire di quanto era la gravidanza  esattamente....erano solo 40 giorni...ma  dentro di me c'era un cuore che batteva....l'ho visto benissimo...

Il giorno dell'intervento il marito mi ha accompagnata...credo solo per essere sicuro che non scappassi.....i medici , le infermiere gentilissime...nessuno che mi abbia fatta sentire in colpa anzi cercavano di  farmi coraggio...poi l'anestesia...il mondo che svanisce... luce, buio... ancora luce... ma dentro di me il vuoto... mi sono svegliata dall'anestesia  piangendo... avevo sognato tanti coniglietti rosa… ma erano tutti morti... ho sempre pensato che quell'esserino dentro di me fosse una bimba,  dopo il risveglio dall'anestesia il marito andò a casa, io rimasi in ospedale  fino a sera... prima di dimettermi mi fecero un'ecografia... non c'era più nulla... solo buio… quel piccolo cuore  non c'era più... dolore... come se mi stessero strappando il cuore dal petto... poi a casa... dover far finta di niente per gli altri due figli... perché nemmeno lo suocero sapeva nulla... non potevo parlare con nessuno… quanto dolore... quanto rimorso... mi odiavo per non essere stata abbastanza forte… piangevo tutti i giorni… di notte avevo incubi … mi mancava   il respiro… e il marito l’unica cosa carina che mi  disse fu di piantarla perché altrimenti mi sarei ammalata… mai una parola di conforto… una carezza… l’unica cosa che gli interessava era quando si poteva  riprendere  a fare sesso…, mi sono sentita sola… come mai in vita mia… non mi interessava più di  niente….vivevo solo per i miei figli, ma io  non esistevo più, è andata  avanti così per anni 11 lunghi anni... poi ho scoperto questo mondo… trovato un amico qui… e già il fatto di potere parlare di questa cosa mi ha fatto bene… ho ricominciato a vivere…anche se gli incubi  ogni tanto tornavano…terribili…sempre uguali  io che ho in braccio una bimba…poi non la trovo più…oppure mi guardo le mani e sono sporche di sangue… mi lasciavano tanta angoscia… pensavo che questi incubi  fossero dati dall’aver abortito… ma poi ho capito che non significavano solo il fatto di aver perso questa bimba… perché anche adesso pensarci mi fa male…e a volte piango... non mi sono perdonata  ma gli incubi non ci sono più… è successo verso la fine dello scorso anno, era un po’ che il solito incubo non tornava…al suo posto è comparso un sogno bellissimo…ho sempre una bimba in braccio, ma nessuno me la porta via…a volte invece è Glauco (il mio amico-amante) che ha la bambina…questo sogno mi lascia una sensazione di pace…di serenità…Non dimenticherò mai quel bimbo mai nato... ma  il ricordo è più sopportabile... però questa esperienza ha cancellato quello che provavo per mio marito... è rimasta solo l'indifferenza...

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